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Viaggiare in gravidanza: è possibile?

Tabella dei Contenuti

Di per sé la gravidanza non rappresenta un ostacolo per poter viaggiare.

Anzi, se tutto procede serenamente e senza particolari complicazioni, viaggiare in gravidanza potrebbe essere uno degli ultimi momenti in cui poter dedicare del tempo alla coppia che, per forza di cose, verrà meno con la nascita del bambino.

Vediamo nel dettaglio, quindi, il momento migliore per viaggiare in gravidanza e quali mezzi di trasporto sono più adatti ad una donna incinta.

Troverete, infine, importanti raccomandazioni nel caso in cui si decida di andare in alta montagna o all’estero.

N.B. Questo articolo è frutto della mia esperienza di farmacista e di mamma, per consigli personalizzati in base alla vostra anamnesi, consultate sempre il vostro medico curante.

In quale momento della gravidanza è consigliato viaggiare

Il primo trimestre della gravidanza è quello meno consigliato per viaggiare, non tanto per il rischio di aborto in sé quanto perchè, nei primi mesi, si può soffrire di nausea e, generalmente, si è molto più stanche perchè il corpo utilizza tanta energia per formare la nuova vita.

Non si deve temere invece un rischio di aborto in quanto gli studi hanno evidenziato che, nel primo trimestre, una donna su 6 ha un aborto spontaneo, indipendentemente dal fatto di viaggiare.

Anche il terzo trimestre della gravidanza potrebbe essere quello meno indicato per viaggiare perchè la pancia cresce, ci si muove con più difficoltà, e svariate compagnie aeree non consentono di volare, nell’ultimo periodo.

Il periodo migliore, quindi, rimane il secondo trimestre quando si hanno più energie, il senso di nausea mano a mano diminuisce, e la pancia non è ancora ingombrante.

Viaggiare in gravidanza: mezzi di trasporto

Volare in gravidanza

L’aereo è, in assoluto, il mezzo più sicuro per viaggiare in gravidanza, tenendo conto però di alcune accortezze.

Se il volo è breve (poche ore), non si devono prendere particolare precauzioni. Viceversa, se il volo supera le 4 ore, è necessario alzarsi frequentemente e passeggiare lungo il corridoio per mantenere la circolazione attiva.

Può essere consigliato, inoltre, mantenersi idratate bevendo spesso acqua e ridurre l’apporto di caffeina.

Consiglio personale, tenete in borsa il certificato medico attestante la gravidanza (se ancora non fosse evidente) e la ricetta con eventuali farmaci o integratori che dovete assumere, in modo da avere tutto a portata di mano.

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Per consigli più specifici come, ad esempio, l’uso di calze a compressione graduata o di fluidificanti del sangue, vi rimando al medico curante.

Fino a quando si può volare in gravidanza

Per sapere fino a quando poter prendere l’aereo in gravidanza, dovete contattare direttamente la compagnia aerea in quanto ognuna ha il proprio regolamento interno.

In linea generale, il termine ultimo per viaggiare in gravidanza è la 36esima settimana che si riduce alla 32esima in caso di parto gemellare.

Alcune compagnie già dalla 28esima settimana di gestazione, richiedono un certificato di idoneità al volo.

Viaggiare in auto e in treno

Anche per automobile e treno, non ci sono particolari controindicazioni in gravidanza.

Per quanto riguarda l’auto, può essere utile sapere che è obbligatorio indossare la cintura di sicurezza per l’intero periodo.

La fascia andrà posizionata al di sotto del pancione e, anche se può essere fastidiosa, il suo uso rimane obbligatorio in gravidanza.

Per quanto riguarda il treno, potrebbe essere utile infilare una sciarpetta e un maglioncino in borsa, in caso di un forte getto di aria condizionata.

In entrambi i casi, come abbiamo già visto per l’aereo, è necessario fare una passeggiata almeno un paio di volte l’ora, per evitare un eventuale gonfiore alle caviglie.

Usare la moto e la bicicletta in gravidanza

Andare in moto in gravidanza è assolutamente sconsigliato sia per la possibilità di caduta sia perchè le vibrazioni stimolano la contrattilità uterina.

La bicicletta invece non presenta particolari controindicazioni ma è meglio scegliere percorsi pianeggianti, o blandamente impegnativi, all’ombra degli alberi e nelle ore più fresche della giornata.

Viaggiare in gravidanza: raccomandazioni

Trovate adesso alcune raccomandazioni per viaggiare in gravidanza, che nascono da una mia esperienza personale e che spero possano essere di aiuto ad altre mamme.

Viaggiare all’estero in gravidanza: alimenti a rischio

Al di fuori dell’Italia, abbiamo trovato un po’ di disinformazione per quanto riguarda la possibilità di contrarre dagli alimenti patologie pericolose in gravidanza.

Patologie come toxoplasmosi e listeriosi in alcuni paesi, anche civilizzati, non sono poi così conosciute.

Il consiglio, quindi, è quello di evitare qualsiasi alimento dubbio che possa mettere a rischio il bambino.

Prestate attenzione voi perchè, ripeto, spesso c’è poca conoscenza sull’argomento.

Per lo meno, questa è stata la nostra esperienza.

Montagna in gravidanza: altitudine massima

Passeggiare all’aria aperta, in mezzo alla natura, fa sicuramente bene sia allo spirito che al corpo, anche in gravidanza.

È necessario, però, tenere a mente alcune regole:

  • non esagerare con gli sforzi
  • non andare in posti difficilmente accessibili dai soccorsi
  • ricordarsi di bere adeguatamente e di integrare i sali minerali con frutta fresca

Per quanto riguarda l’altitudine massima alla quale la gestante può arrivare, è consigliato non superare i 2000/2500 metri d’altezza, per non incorrere nel mal di montagna.

Trovate un approfondimento in questo articolo.

Le problematiche del mal di montagna sono le stesse per tutti; la differenza è che la donna incinta non si può curare perchè la maggior parte dei farmaci fa male al bambino.

Senza contare che, un minor apporto di ossigeno al feto, secondo lo studio pubblicato nel 2019 dal rinomato International Journal of Cardiology, potrebbe essere causa di un forte stress al cuore, con maggiore incidenza di ictus.

In conclusione, se non ci sono patologie pregresse, come ad esempio un’ipertensione, che richiedono un consulto medico preventivo, via libera a passeggiate rigeneranti nella natura, anche in gravidanza, ma senza esagerare.

E se dopo il trekking, vi venisse voglia di un bel panino con la fontina, sappiate che è prodotta con latte crudo non pastorizzato quindi dovrete aspettare il parto per mangiarla!

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