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Puntura (morso) di zecca: come comportarsi

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Negli ultimi anni si è notato un aumento significativo del numero di zecche, principalmente a causa dello stato di abbandono delle campagne, con prati incolti e boschi lasciati a sé stessi.

Questa situazione è stata aggravata dalla presenza di daini e cinghiali, sui quali le zecche parassitano.

Il risultato è che, durante una passeggiata in campagna, non è raro essere morsi da una zecca. Queste ultime, infatti, tendono a vivere nell’erba alta e nei cespugli, preferendo ambienti boschivi o di bassa montagna, meglio se un po’ umidi.

A differenza di quanto si è sempre creduto, le zecche non saltano e non volano ma necessitano del contatto diretto con l’ospite e sono particolarmente attive nei mesi caldi, quando si risvegliano dal letargo invernale.

Posizionate all’estremità della pianta o su un filo di erba, attendono il passaggio dell’ “ospite” e vi si attaccano (basta sfiorarle). A questo punto, trafiggono la pelle tramite il rostro (bocca) presente nel capo.

Il morso delle zecche spesso non viene avvertito in quanto in concomitanza viene emessa una sostanza leggermente anestetica.

La zecca inizia a succhiare il sangue fino a che, sazia, non si stacca dall’ospite.

Il problema delle zecche è che possono essere vettori di malattie infettive, venendo a diretto contatto con il sangue dell’ospite, per cui è necessario rimuoverle in maniera precisa e il prima possibile.

In questo articolo vedremo quindi come comportarsi in seguito alla puntura – o morso – di zecca.

Puntura (morso) di zecca: è pericolosa?

La zecca è un parassita che, come abbiamo visto, deve nutrirsi del sangue dell’ospite per garantire la sua sopravvivenza. Non sono insetti ma artropodi e appartengono alla famiglia degli aracnidi (ragni, acari..).

Nel mondo si contano quasi 1000 specie diverse di zecche di cui 36 in Italia. Le più rilevanti dal punto di vista sanitario sono la zecca dei boschi e la zecca del cane.

Le patologie infettive veicolate dalle zecche che, secondo l’Istituto Superiore della Sanità, presentano rilevanza epidemiologica in Italia sono principalmente la malattia di Lyme, l’encefalite e la meningoencefalite da zecca, la rickettsiosi.

Nonostante non si debba sottovalutare il problema, è anche giusto specificare che le probabilità di andare incontro a complicazioni gravi, soprattutto nel nostro paese, sono veramente ridotte.

Il rischio di contrarre la malattia di Lyme da puntura di zecca, ad esempio, è appena superiore all’1%.

Come rimuovere una zecca

puntura di una zecca

Chiarito quindi che la puntura della zecca di per sè non è pericolosa, qualora si dovesse scoprire di averne una addosso, è necessario rimuoverla il prima possibile in quanto più la zecca permane all’interno dell’ospite, maggiore potrebbe essere la percentuale di contrarre un’infezione.

Ma come rimuovere una zecca?

Se non l’avete mai fatto, sappiate che è veramente una sciocchezza e non servono particolari attrezzi del mestiere, basta una semplice pinzetta da sopracciglia con la punta sottile.

Procedete quindi in questa maniera:

☛ afferrate la zecca il più possibile vicino alla pelle, in modo da essere sicuri di tirare fuori il rostro. Le pinzette devono essere asciutte e non imbevute di alcool o di altre soluzioni disinfettanti;

☛ strappate la zecca con un movimento deciso, imprimendo una leggera rotazione in modo da “sganciare” l’uncino con cui la zecca si ancora alla pelle.

Non cercate di strappare la zecca con le dita perchè il rischio è quello di comprimere il corpo con conseguente fuoriuscita di materiale potenzialmente infetto.

Una volta rimossa la zecca, si può disinfettare la pelle con un disinfettante comune che si trova in commercio (acqua ossigenata, bialcol, citrosil..).

Potrebbe rimanere un leggero rossore, gonfiore o prurito e in questo caso si può procedere con l’applicazione di una crema locale a base di calendula, antistaminico o, nei casi più fastidiosi, cortisonico.

Nel raro caso invece della comparsa di dolore, rossore che aumenta, o addirittura febbre, è necessario sentire il medico che potrà valutare l’assunzione di una terapia antibiotica.

La modalità di estrazione di una zecca è la stessa sia che si tratti di un adulto, di un bambino o di un cane.

E se, dopo l’estrazione della zecca, ne rimanesse un pezzetto nella pelle?

La parte che potrebbe rimanere conficcata nella pelle è il rostro che, da solo, non è più in grado di trasmettere malattie ma che però potrebbe dare luogo localmente ad una infiammazione. In questo caso, si può procedere alla sua rimozione mediante l’utilizzo di un ago disinfettato, come si farebbe se ci fosse una spina.

Si può prevenire il morso di una zecca?

Non del tutto in quanto in commercio esistono dei repellenti (permetrina e DEET) dalla dubbia efficacia. Ci sono però alcune strategie che si possono adottare per ridurre la probabilità di puntura o per accorgersi velocemente se siamo stati punti, e sono:

  • coprire le estremità con maglietta a manica lunga, pantaloni e scarponcini alti;
  • evitare se possibile di addentrarsi nell’erba alta;
  • indossare vestiario chiaro in quanto la zecca, che ha un colore scuro, è grande pochi millimetri ma può essere facilmente individuata anche ad occhio nudo;
  • al termine dell’escursione, spogliarsi velocemente e buttare tutto in lavatrice (lavare almeno a 60° altrimenti non muore).

Infine, controllate accuratamente i punti in cui la zecca tende maggiormente ad insediarsi che sono braccia, gambe, tronco, e spazi interdigitali. Fate un controllo anche alla nuca, sebbene sia raro che la zecca si insedi in quella zona.

Piccola annotazione: questo articolo è sviluppato sulla base della mia esperienza personale e di farmacista. Per qualsiasi dubbio rivolgetevi sempre al vostro medico di base.

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